SIFILIDE
La sifilide è un’infezione causata dal batterio Treponema pallidum, che si trasmette principalmente attraverso rapporti sessuali vaginali, anali e orali, mediante il contatto diretto con le lesioni infette. Può inoltre essere trasmessa dalla madre al feto durante la gravidanza o al neonato durante il parto, causando sifilide congenita. La sifilide in gravidanza, se non trattata, può causare aborto, morte fetale o neonatale, parto pretermine e sifilide congenita.
Manifestazioni cliniche
I sintomi possono essere assenti o variare in relazione allo stadio dell’infezione. Infatti, sulla base dei rilievi clinici l'infezione viene classificata in diverse fasi:
- Primaria: compare generalmente dopo 10-90 giorni dall’infezione una lesione, solitamente non dolorosa, chiamata sifiloma, che può interessare genitali, ano, bocca o gola. La lesione può scomparire spontaneamente in alcune settimane, ma l’infezione persiste se non viene trattata.
- Secondaria: può comparire generalmente alcune settimane o alcuni mesi dopo la comparsa del sifiloma. È caratterizzata soprattutto da eruzioni cutanee, anche sul palmo delle mani e sulla pianta dei piedi, e può essere associata a ingrossamento dei linfonodi, febbre e altri sintomi generali.
- Terziaria: può comparire molti anni dopo l’infezione, anche 10-30 anni, soprattutto in assenza di trattamento.
La sifilide è una malattia complessa, che, se non curata, può portare a varie complicanze, come cardiopatie, demenza, cecità, paralisi e morte.
Diagnosi e trattamento
La diagnosi e il trattamento tempestivi sono fondamentali. La diagnosi si basa principalmente su esami sierologici e la terapia di elezione è la penicillina per via parenterale, secondo lo stadio dell’infezione. In caso di diagnosi di sifilide è importante informare i partner sessuali a rischio, affinché possano effettuare gli accertamenti e, se necessario, ricevere il trattamento. Una precedente infezione non conferisce un’immunità permanente: anche dopo una terapia efficace è possibile contrarre nuovamente la sifilide in caso di una nuova esposizione.
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Responsabile della pubblicazione: Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria
Ultimo aggiornamento: 01/09/2026